Diamine, bella responsabilità scrivere l’editoriale per un giornale!
E’proprio qui che si concentrano le aspettative di tutti, è il primo passo verso la scoperta del tutto. E’un inizio e, come tale, è ora che cominci senza perdersi in tanti preamboli.
Indubbiamente di giornali ce ne sono tanti e il nostro non ha certo la pretesa di informare meglio o maggiormente: è un’iniziativa colta al volo, un invito al quale non potevamo rinunciare, una sfida che non possiamo perdere.
E’una tela ancora bianca che aspetta di essere riempita di commenti, opinioni, curiosità e freddure.
E’un nuovo arrivato ancora immaturo, ancora ingenuo, senza alcuna aspettativa per il futuro, che osserva ciò che ha intorno ma non si limita a guardare; cerca spiegazioni e pretende attenzione quando parla e racconta qualcosa, come chiunque altro.
E’un punto di vista diverso, anzi, un insieme di punti di vista, un “collage” di idee e passioni.
Il nostro compito? Raccogliere i pezzi del puzzle, e darvi la visione d’insieme: una fotografia del mondo scattata da diversi obiettivi, che sono gli occhi e le intelligenze di chi ci scrive.
Chi scrive? Ragazzi. E questo lo rende interessante, perchè il punto di vista di tanti ragazzi insieme diventa il punto di vista di una generazione, troppo spesso conosciuta solo sotto aspetti negativi. Se è vero che da noi non ci si aspetta niente, “Freakandò” sfaterà questo mito. Come il più audace degli eroi, andrà alla ricerca dei fatti e delle parole, mai in modo banale, mai in modo presuntuoso.
“Freakandò” ha questo spirito: curioso, inappagabile, a volte irriverente, senza essere maleducato.
Non si dà tante arie, vuole solo che gli si lasci un po’di spazio, un angolo in cui dare sfogo ai suoi dubbi e alle sue richieste.
Un piccolo mondo in cui nessuno può sentirsi fuori posto, anche perchè tutti abbiamo in serbo un paio di domande che non abbiamo mai avuto il coraggio di porre, un bel po’di enigmi da risolvere e qualche curiosità da condividere con gli altri.
Ma “Freakandò” può esistere solo se c’è qualcuno disposto ad accoglierlo, ad ascoltare quel che ha da dire, a controbattere o a collaborare per renderlo sempre migliore e aggiornato.
Solo così questo piccolo impertinente, che è la nostra redazione, potrà crescere, mantenendo sempre la fresca carica dell’inizio.
E’proprio qui che si concentrano le aspettative di tutti, è il primo passo verso la scoperta del tutto. E’un inizio e, come tale, è ora che cominci senza perdersi in tanti preamboli.
Indubbiamente di giornali ce ne sono tanti e il nostro non ha certo la pretesa di informare meglio o maggiormente: è un’iniziativa colta al volo, un invito al quale non potevamo rinunciare, una sfida che non possiamo perdere.
E’una tela ancora bianca che aspetta di essere riempita di commenti, opinioni, curiosità e freddure.
E’un nuovo arrivato ancora immaturo, ancora ingenuo, senza alcuna aspettativa per il futuro, che osserva ciò che ha intorno ma non si limita a guardare; cerca spiegazioni e pretende attenzione quando parla e racconta qualcosa, come chiunque altro.
E’un punto di vista diverso, anzi, un insieme di punti di vista, un “collage” di idee e passioni.
Il nostro compito? Raccogliere i pezzi del puzzle, e darvi la visione d’insieme: una fotografia del mondo scattata da diversi obiettivi, che sono gli occhi e le intelligenze di chi ci scrive.
Chi scrive? Ragazzi. E questo lo rende interessante, perchè il punto di vista di tanti ragazzi insieme diventa il punto di vista di una generazione, troppo spesso conosciuta solo sotto aspetti negativi. Se è vero che da noi non ci si aspetta niente, “Freakandò” sfaterà questo mito. Come il più audace degli eroi, andrà alla ricerca dei fatti e delle parole, mai in modo banale, mai in modo presuntuoso.
“Freakandò” ha questo spirito: curioso, inappagabile, a volte irriverente, senza essere maleducato.
Non si dà tante arie, vuole solo che gli si lasci un po’di spazio, un angolo in cui dare sfogo ai suoi dubbi e alle sue richieste.
Un piccolo mondo in cui nessuno può sentirsi fuori posto, anche perchè tutti abbiamo in serbo un paio di domande che non abbiamo mai avuto il coraggio di porre, un bel po’di enigmi da risolvere e qualche curiosità da condividere con gli altri.
Ma “Freakandò” può esistere solo se c’è qualcuno disposto ad accoglierlo, ad ascoltare quel che ha da dire, a controbattere o a collaborare per renderlo sempre migliore e aggiornato.
Solo così questo piccolo impertinente, che è la nostra redazione, potrà crescere, mantenendo sempre la fresca carica dell’inizio.
Caterina Pucci
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